B E  Y O U R  C H A L L E N G E

Bimini, Bahamas
17:54

Il sole sta iniziando a calare verso l’orizzonte, sono in barca verso il porto della Marina di Bimini.

Tra non molto interromperemo la navigazione per tornare sulla terra ferma, pulire la barca e preparare le valigie.

Dalla minuscola finestra della mia stanza l’unica cosa che riesco a vedere è la maestosità dell’oceano.

Era da troppo che mi mancava essere qui, nel mio habitat.

Credo che il mare sia la piccola parte di mondo a cui davvero appartengo.

Sento un’energia speciale ogni volta che l’acqua abbraccia il mio corpo.

La sensazione di essere esattamente dove dovrei essere.

Sono stati giorni molto frenetici qui.

Volevo fare tante cose e portare a casa tutti gli obiettivi che mi ero data!

Credo che questo sia il primo momento in cui davvero riesco a fermarmi negli ultimi giorni.

Tutti gli altri sono su a riguardare insieme i contenuti epici della giornata, mentre ho la stanza sotto coperta tutta per me.

Sentivo di avere il bisogno di prendermi del tempo per pensare.

Il rischio più grande del fare tante cose è quello di sacrificare il tempo da dedicare ai propri pensieri e nella mia vita ho imparato che non c’è nulla di più prezioso di quello che gira nella mia testa da matta scatenata.

Credo di avere un pò di tempo prima che la barca si fermi.

Almeno tre quarti d’ora prima che David scenda a chiamarmi per iniziare a preparare tutto.

Sapevo sarebbe arrivato questo momento.

Mi capita tutte le volte che sono in viaggio.

Questa volta però è diverso.

L’ondeggiare lento della barca ha reso irresistibile l’idea di prendere le mie cuffiette e iniziare a scrivervi.

Non sono sicura che le parole possano essere abbastanza per descrivere quello che sto provando.

Mi piacerebbe, però, almeno provarci…

Mettere nero su bianco i miei pensieri e condividere tutto con voi.

E ci tengo a farlo con questa lettera, piuttosto che con delle semplici stories.

Sento di volervi scrivere per un motivo: tanto di ciò che è successo è merito vostro.

Ci sono stati momenti di questa settimana che mi porterò per sempre dentro.

Come se fossero tatuaggi indelebili impressi sul tessuto della mia anima.

Chi mi conosce sa quanto sia stata ossessionata dal coronare un mio piccolo sogno: nuotare con gli squali.

Per anni ho letto tutto quello che c’era da sapere, ho visto documentari e preparato la mia mente all’idea di nuotare con le creature più potenti dell’oceano.

Ho programmato questo viaggio nel minimo dettaglio e finalmente sono riuscita a trasformare tutto in realtà.

Mi ricordo la sensazione che ho provato la prima volta che li ho visti muoversi intorno alla barca.

Erano degli squali martello ed erano giganteschi.

Avevo aspettato quel momento per tutta la vita e all’improvviso ho avuto paura.

Le gambe si sono bloccate e ho trattenuto il respiro per qualche secondo.

Era tutto pronto lì davanti a me, ma stavo esitando.

Una vocina nella mia testa aveva iniziato a farsi strada per ricordarmi tutti i potenziali pericoli.

Li conoscevo tutti, li avevo studiati nel minimo dettaglio.

Il mio istinto mi stava urlando di fermarmi.

Per un attimo ho pensato di farlo…

Poi, mi sono lanciata.

È stata una sensazione pazzesca.

L’acqua mi ha avvolto in un attimo.

Ero proprio lì.

Esattamente dove volevo essere.

Un passo al di là della mia paura.

È successo tutto in un secondo, uno di quei secondi che durano diversi minuti.

Ho visto uno squalo, poi un altro e poi un altro ancora.

Erano ovunque intorno a me e ho iniziato a sorridere.

Ho pensato a Selvatica.

Poco più di un anno fa non esisteva nulla.

Era solo una pazza idea di una ragazza ambiziosa che non sapeva nulla di ciò a cui andava incontro.

Ora ero in acqua circondata da squali martello e stavo realizzando anche un altro piccolo grande sogno.

Stavo creando i contenuti per la prossima collezione di Selvatica Wear e lo stavo facendo nel mio angolo di mondo: l’oceano.

Ho coronato due sogni uniti in uno: Selvatica e gli squali.

Ocean Child, sarà il nome della nuova collezione.

È proprio come mi sono sentita: una piccola creatura in mezzo alla maestosità dell’oceano.

Piccolissima, ma allo stesso tempo incredibilmente forte.

Chi mi conosce sa quanta cattiveria ho dovuto assorbire nel corso degli anni.

Tutto l’odio che ho ricevuto nella mia vita precedente: una vita che non mi apparteneva fatta di televisione, crudeltà e squali (quelli veri)…

Ho incassato e subito per anni, convinta che dov’ero sarebbe stato esattamente dove sarei stata oggi.

Invece, le cose sono cambiate.

Le cose cambiano per tutti se davvero lo vogliamo.

La vita ci pone davanti delle sfide ogni singolo giorno.

Sconvolge i nostri piani e ci spinge a crescere e diventare di più di quello che siamo.

Ma cambiare non è facile.

Ci sono momenti in cui tratteniamo il respiro e le gambe si bloccano, come qualche giorno fa in cui ho realizzato che avrei davvero nuotato con gli squali.

A quel punto ci troviamo davanti ad una scelta, possiamo accettare la sfida oppure no.

Possiamo andare incontro agli ostacoli e alle nostre paure o fuggire via.

Tutte queste scelte sommate una dopo l’altra definiscono chi siamo.

In fondo non siamo altro che la somma delle sfide che accettiamo e decidiamo di affrontare.

Alcune volte vinciamo, altre volte perdiamo.

Ciò che è certo è che cresciamo e diventiamo persone migliori dopo ogni ostacolo.

Qualche anno fa non avrei creduto a tutto quello che è successo in questi 7 giorni, eppure è successo.

Una sfida dopo l’altra, pronta per la prossima che inizierà Lunedì.

Domani sarà la fine di questo viaggio.

Prenderò tre voli per tornare in Italia e a partire dal 13 darò tutta me stessa per le centinaia di persone che hanno deciso di darmi fiducia e mettersi alla prova con Be Your Challenge.

È un altro sogno che si realizza.

Iniziare un percorso fianco a fianco con alcune di voi.

Il 13 Gennaio sarà un grande giorno.

Be Your Challenge: Day 1

Manca pochissimo, puoi metterti in gioco cliccando sul bottone qui sotto.

Vi mando un abbraccio forte dall’altra parte del mondo!

Alla prossima sfida,
Giulia

Bimini, Bahamas
17:54

Il sole sta iniziando a calare verso l’orizzonte, sono in barca verso il porto della Marina di Bimini.

Tra non molto interromperemo la navigazione per tornare sulla terra ferma, pulire la barca e preparare le valigie.

Dalla minuscola finestra della mia stanza l’unica cosa che riesco a vedere è la maestosità dell’oceano.

Era da troppo che mi mancava essere qui, nel mio habitat.

Credo che il mare sia la piccola parte di mondo a cui davvero appartengo.

Sento un’energia speciale ogni volta che l’acqua abbraccia il mio corpo.

La sensazione di essere esattamente dove dovrei essere.

Sono stati giorni molto frenetici qui.

Volevo fare tante cose e portare a casa tutti gli obiettivi che mi ero data!

Credo che questo sia il primo momento in cui davvero riesco a fermarmi negli ultimi giorni.

Tutti gli altri sono su a riguardare insieme i contenuti epici della giornata, mentre ho la stanza sotto coperta tutta per me.

Sentivo di avere il bisogno di prendermi del tempo per pensare.

Il rischio più grande del fare tante cose è quello di sacrificare il tempo da dedicare ai propri pensieri e nella mia vita ho imparato che non c’è nulla di più prezioso di quello che gira nella mia testa da matta scatenata.

Credo di avere un pò di tempo prima che la barca si fermi.

Almeno tre quarti d’ora prima che David scenda a chiamarmi per iniziare a preparare tutto.

Sapevo sarebbe arrivato questo momento.

Mi capita tutte le volte che sono in viaggio.

Questa volta però è diverso.

L’ondeggiare lento della barca ha reso irresistibile l’idea di prendere le mie cuffiette e iniziare a scrivervi.

Non sono sicura che le parole possano essere abbastanza per descrivere quello che sto provando.

Mi piacerebbe, però, almeno provarci…

Mettere nero su bianco i miei pensieri e condividere tutto con voi.

E ci tengo a farlo con questa lettera, piuttosto che con delle semplici stories.

Sento di volervi scrivere per un motivo: tanto di ciò che è successo è merito vostro.

Ci sono stati momenti di questa settimana che mi porterò per sempre dentro.

Come se fossero tatuaggi indelebili impressi sul tessuto della mia anima.

Chi mi conosce sa quanto sia stata ossessionata dal coronare un mio piccolo sogno: nuotare con gli squali.

Per anni ho letto tutto quello che c’era da sapere, ho visto documentari e preparato la mia mente all’idea di nuotare con le creature più potenti dell’oceano.

Ho programmato questo viaggio nel minimo dettaglio e finalmente sono riuscita a trasformare tutto in realtà.

Mi ricordo la sensazione che ho provato la prima volta che li ho visti muoversi intorno alla barca.

Erano degli squali martello ed erano giganteschi.

Avevo aspettato quel momento per tutta la vita e all’improvviso ho avuto paura.

Le gambe si sono bloccate e ho trattenuto il respiro per qualche secondo.

Era tutto pronto lì davanti a me, ma stavo esitando.

Una vocina nella mia testa aveva iniziato a farsi strada per ricordarmi tutti i potenziali pericoli.

Li conoscevo tutti, li avevo studiati nel minimo dettaglio.

Il mio istinto mi stava urlando di fermarmi.

Per un attimo ho pensato di farlo…

Poi, mi sono lanciata.

È stata una sensazione pazzesca.

L’acqua mi ha avvolto in un attimo.

Ero proprio lì.

Esattamente dove volevo essere.

Un passo al di là della mia paura.

È successo tutto in un secondo, uno di quei secondi che durano diversi minuti.

Ho visto uno squalo, poi un altro e poi un altro ancora.

Erano ovunque intorno a me e ho iniziato a sorridere.

Ho pensato a Selvatica.

Poco più di un anno fa non esisteva nulla.

Era solo una pazza idea di una ragazza ambiziosa che non sapeva nulla di ciò a cui andava incontro.

Ora ero in acqua circondata da squali martello e stavo realizzando anche un altro piccolo grande sogno.

Stavo creando i contenuti per la prossima collezione di Selvatica Wear e lo stavo facendo nel mio angolo di mondo: l’oceano.

Ho coronato due sogni uniti in uno: Selvatica e gli squali.

Ocean Child, sarà il nome della nuova collezione.

È proprio come mi sono sentita: una piccola creatura in mezzo alla maestosità dell’oceano.

Piccolissima, ma allo stesso tempo incredibilmente forte.

Chi mi conosce sa quanta cattiveria ho dovuto assorbire nel corso degli anni.

Tutto l’odio che ho ricevuto nella mia vita precedente: una vita che non mi apparteneva fatta di televisione, crudeltà e squali (quelli veri)…

Ho incassato e subito per anni, convinta che dov’ero sarebbe stato esattamente dove sarei stata oggi.

Invece, le cose sono cambiate.

Le cose cambiano per tutti se davvero lo vogliamo.

La vita ci pone davanti delle sfide ogni singolo giorno.

Sconvolge i nostri piani e ci spinge a crescere e diventare di più di quello che siamo.

Ma cambiare non è facile.

Ci sono momenti in cui tratteniamo il respiro e le gambe si bloccano, come qualche giorno fa in cui ho realizzato che avrei davvero nuotato con gli squali.

A quel punto ci troviamo davanti ad una scelta, possiamo accettare la sfida oppure no.

Possiamo andare incontro agli ostacoli e alle nostre paure o fuggire via.

Tutte queste scelte sommate una dopo l’altra definiscono chi siamo.

In fondo non siamo altro che la somma delle sfide che accettiamo e decidiamo di affrontare.

Alcune volte vinciamo, altre volte perdiamo.

Ciò che è certo è che cresciamo e diventiamo persone migliori dopo ogni ostacolo.

Qualche anno fa non avrei creduto a tutto quello che è successo in questi 7 giorni, eppure è successo.

Una sfida dopo l’altra, pronta per la prossima che inizierà Lunedì.

Domani sarà la fine di questo viaggio.

Prenderò tre voli per tornare in Italia e a partire dal 13 darò tutta me stessa per le centinaia di persone che hanno deciso di darmi fiducia e mettersi alla prova con Be Your Challenge.

È un altro sogno che si realizza.

Iniziare un percorso fianco a fianco con alcune di voi.

Il 13 Gennaio sarà un grande giorno.

Be Your Challenge: Day 1

Manca pochissimo, puoi metterti in gioco cliccando sul bottone qui sotto.

Vi mando un abbraccio forte dall’altra parte del mondo!

Alla prossima sfida,
Giulia